Tempio Malatestiano
35 Via IV Novembre Rimini
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Il Tempio Malatestiano: Un Sogno Rinascimentale Incompiuto tra Fede e Cultura Pagana
Un Capolavoro del Rinascimento Riminese
Il Tempio Malatestiano, conosciuto dai riminesi come il Duomo e divenuto la cattedrale dedicata a Santa Colomba nel 1809, costituisce il principale luogo di culto cattolico della città di Rimini. Fortemente voluto da Sigismondo Pandolfo Malatesta, questo edificio, pur rimasto incompiuto, si erge come una delle massime espressioni del Rinascimento riminese e un capolavoro dell'architettura italiana del Quattrocento. Il suo prestigio è legato al contributo di artisti illustri quali Leon Battista Alberti, che ne curò il progetto esterno, Matteo de' Pasti, autore delle medaglie celebrative e supervisore dei lavori interni, Agostino di Duccio, scultore delle raffinate decorazioni interne, e Piero della Francesca, autore di un celebre affresco. Dal 1940, il Tempio è riconosciuto come monumento nazionale.
Dalle Origini alla Chiesa Francescana
La storia del sito è antica: nel IX secolo vi sorgeva una cappella intitolata a Santa Maria in Trivio. Questa fu demolita nel 1257 per far posto a una chiesa più ampia in stile gotico, dedicata a San Francesco e affidata all'Ordine francescano. Già nel XIV secolo, la famiglia Malatesta aveva eletto questa chiesa a proprio luogo di sepoltura, commissionando opere d'arte che videro anche il contributo di Giotto.
Il Grandioso Progetto di Sigismondo Malatesta
La trasformazione voluta da Sigismondo iniziò nel 1447 con il progetto di una cappella dedicata a San Sigismondo, affidato a Matteo de' Pasti. Ben presto, l'ambizione del signore di Rimini crebbe, estendendo l'intervento all'intero edificio. Leon Battista Alberti fu incaricato di disegnare un nuovo magnifico involucro esterno, che nelle intenzioni avrebbe dovuto includere una grandiosa cupola emisferica, ispirata al Pantheon, destinata a coprire una rotonda absidale, mai però realizzata.
Un Tempio tra Simbolismo Pagano e Critiche Papali
L'intento di Sigismondo era quello di erigere un mausoleo per sé, la sua stirpe e gli uomini illustri della sua corte, un vero e proprio "Tempio" laico e dinastico. L'iconografia interna è fortemente permeata di simbolismo pagano e riferimenti alla cultura neoplatonica, con omaggi a figure come il filosofo Gemisto Pletone, le cui spoglie furono qui traslate. Questa audace commistione, che lasciava in secondo piano i tradizionali simboli cristiani, esacerbò i rapporti già tesi tra Malatesta e Papa Pio II Piccolomini, il quale giunse a scomunicarlo nel 1460 e a definire sarcasticamente l'edificio un "tempio di infedeli adoratori dei demoni" a causa della profusione di opere "gentili". Come ebbe a scrivere Roberto Valturio, intellettuale della corte malatestiana, il Tempio era denso di "simboli tratti dai più occulti penetrali della filosofia".
L'Interruzione dei Lavori e le Vicende Successive
Le avverse vicende militari e le conseguenti difficoltà economiche di Sigismondo, sconfitto nel 1462, portarono all'interruzione dei lavori. Del grandioso progetto albertiano furono completati solo parzialmente i rivestimenti marmorei esterni. L'ordine francescano, riprendendo i lavori negli anni successivi, li portò a termine nel 1503, discostandosi però dal disegno originale. A seguito delle soppressioni napoleoniche, nel 1809 la chiesa divenne ufficialmente cattedrale.
Danni Bellici e la Rinascita Moderna
Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'edificio subì danni gravissimi, in particolare nel 1944, con la distruzione della zona absidale e di gran parte della copertura, successivamente ricostruite in forme semplificate. Di recente, l'altare maggiore è stato arricchito dalla presenza di un celebre Crocifisso dipinto da Giotto.
Fonte immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_malatestiano
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