Quattro Colonne
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Nardò nel XVI Secolo: Le Torri Costiere e la Genesi delle Quattro Colonne
Alla fine del XVI secolo, la città di Nardò viveva un periodo di fervente attività edilizia, sia pubblica che privata, sotto l'influenza della celebre famiglia dei duchi Acquaviva d’Aragona. Questo dinamismo era tuttavia minacciato dalle continue incursioni di corsari e barbari che, provenienti dal mare, potevano sbarcare lungo le estese coste pugliesi.
La Fortificazione della Costa Neretina
Per far fronte a questa minaccia, e in obbedienza a direttive napoletane, si rese necessaria la fortificazione del litorale. Il sistema prescelto fu quello delle torri costiere, efficaci per l'avvistamento e, in alcuni casi, per respingere piccoli gruppi di pirati. Lungo la costa di Nardò sorse una fitta rete di queste strutture, più concentrate nei tratti bassi. Tra le principali si annoverano Torre del Fiume, Santa Caterina, dell’Alto, Uluzzo, Inserraglio, Sant’Isidoro, Squillace, e altre fino a Colimena. La maggior parte di queste, ad eccezione di Uluzzo e Castiglione (diruta), presentava una pianta quadrata e fu classificata dall'architetto Faglia come "della serie di Nardò". L'impulso maggiore alla loro costruzione si ebbe sotto il governo dei viceré don Pedro da Toledo e don Pedro Afan de Ribera (1559-1571), con un ordine formale emanato dalla Regia Camera della Sommaria di Napoli nel 1563.
Gli Artefici e la Storia di Torre del Fiume (Le Quattro Colonne)
Sebbene alcuni mastri costruttori giungessero dalla capitale, molti altri si formarono localmente, diventando figure di riferimento per la Regia Camera. Per l'area di Nardò, i documenti attribuiscono un ruolo centrale al clan degli Spalletta, in particolare a Vincenzo e suo figlio Angelo. A loro si deve la realizzazione di diverse torri, inclusa la Torre del Fiume, oggi universalmente nota come Le Quattro Colonne a causa della sopravvivenza delle sole quattro torrette angolari dopo il crollo della parte centrale.
La costruzione di Torre del Fiume fu avviata formalmente nel 1595, quando la Regia Camera ordinò la consegna del progetto agli Spalletta. Dopo alcune vicissitudini burocratiche che coinvolsero l'ingegnere Pietro Castiglione e l'architetto leccese Giovanni Perulli, mastro Angelo Spalletta ricevette il disegno definitivo nel novembre 1595. I lavori, tuttavia, iniziarono solo nel 1597, con l'impegno degli Spalletta e di altri mastri come Cornelio Carriero e Ercole Mazzo. La torre, destinata a proteggere una vicina foce fluviale usata dai nemici per rifornirsi d'acqua, fu ultimata e resa operativa nel 1605. Successivamente, come le altre, fu impiegata anche contro il contrabbando. La sua importanza storica e architettonica è stata riconosciuta con un vincolo ministeriale nel 1986, grazie all'impegno del circolo culturale "Nardò Nostra".
Fonte immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Maria_al_Bagno
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